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La vigna sospesa di Possa

Ci troviamo a Riomaggiore nel versante rivolto verso Portovenere e la Palmaria. Un luogo magico, dove il tempo sembra essersi fermato.

Varcando la soglia del cancello, dove risalta un cartello giallo con la scritta "Azienda Agricola Possa", si apre un mondo bucolico. Suoni della natura si mescolano al rumore delle onde che si infrangono sugli scogli; i profumi della macchia mediterranea con i profumi degli agrumi e delle piante di incenso. Più che un vigneto è un laboratorio a cielo aperto, dove ogni giorno Heydi con passione passa le sue giornate a sperimentare, studiare, lavorare. Ciò che mi colpisce è l'esposizione di utensili da lavoro colorati (come cesoie, falce, forbici, ecc.) che decorano le scale che conducono al primo terrazzamento vitato.


Tra i tanti progetti che frullano nella testa di Heydi c'è quello di realizzare un percorso a tappe all'interno del suo vigneto. Ogni tappa è rappresentata da un pezzo di botte di legno decorato con una poesia: da "Meriggiare pallido e assorto" di Montale a "San Martino" di Carducci, passando anche per la canzone "Uno su mille" di Gianni Morandi. Il suo desiderio di unire poesia, arte e agricoltura sta prendendo forma.


Tra i tanti progetti realizzati c'è quello del vigneto "didattico" ovvero un vigneto esclusivamente gestito dagli alunni della scuola elementare di Riomaggiore, dove ciascun alunno ha e fa la sua parte. Un insegnamento sul campo per far capire fin da subito il ruolo fondamentale della terra, senza la quale non c'è vita.

Il giorno della nostra visita, Heydi stava terminando il lavoro di legatura della vigna, mentre in cantina iniziava a imbottigliare le prime bottiglie dell'anno.


Prima qui c'erano poche vigne abbandonate che Heydi ha recuperato negli anni, trasformando il suo hobby preferito in mestiere, consegnando le sue dimissioni all'azienda per la quale lavorava. "Me la sono rischiata, ma ora sono orgoglioso di quello che ho costruito e che farò". Da poche bottiglie a 20.000 bottiglie all'anno, ben 12 etichette e altre due in cantiere. Il progetto è quello di continuare a recuperare vitigni autoctoni e di produrre vini genuini che raccontino il territorio e chi lo coltiva.


"Un giorno Elio Altare (uno dei più rinomati produttori di vino italiani, ndr), mio mentore, mi disse: - ora ti racconto il segreto per fare il vino buono: la pulizia. - Tutto qui? Ebbene si perché senza la pulizia in vigna e in cantina il vino non può raggiungere grandi risultati qualitativi".


I numerosi premi che hanno ricevuto i suoi vini sono un'ulteriore conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Per citarne uno: il suo Sciacchetrà 2018 è stato premiato lo scorso anno da 5 Star Wines (il concorso targato Vinitaly) come Miglior passito d'Italia, un prezioso riconoscimento non solo per Heydi ma anche per le Cinque Terre, che in questi ultimi anni si stanno affermando sempre più come meta enogastronomica di eccellenza.


"L'importante è avere la mente aperta e voglia di sperimentare", infatti Heydi quest'anno uscirà con un passito realizzato solo con uve da tavola, il moscato e l'uva regina, recuperando la tradizione del suo anziano vicino di vigneto. Ma non si esaurisce qui la sua voglia di novità: in cantiere c'è anche un orange wine con una macerazione sulle bucce di 6-8mesi, un cru e un rosato frizzante. Un'altra tradizione che ha voluto recuperare è quella della vendemmia sul mare. Nei vigneti più bassi, l'uva raccolta raggiunge la cantina su una barca (e non tramite il trenino), proprio come si faceva una volta, quando i terrazzamenti si estendevano dalla sommità del versante fino al mare.

Non solo Riomaggiore. Heydi ha recuperato un vigneto anche alla Palmaria, dove produce l'omonimo vino "Parmaea", a base Vermentino, fresco e profumato.


Non solo vino. Heydi coltiva anche un orto, produce miele con le sue api e possiede qualche gallina.

Le insidie ovviamente non non mancano in questo mestiere (soprattutto se ci si trova alle Cinque Terre): muri a secco da ricostruire dopo mesi di abbondante pioggia (circa 25 metri quadri di muro a secco da ripristinare), grandinate prima della vendemmia, il pericolo dei cinghiali e l'impegno doppio che occorre quando si lavora manualmente in un territorio verticale.


Nonostante ciò l'impegno, la passione di Heydi e la sua voglia di fare sono rimaste invariate.


Per noi il suo mondo rappresenta un bellissimo esempio di come sia possibile vivere di viticoltura e agricoltura alle Cinque Terre, innovare e sperimentare restando sempre legati al territorio e alle sue tradizioni.



Per guardare la diretta completa con Heydi: https://www.facebook.com/1450021801899772/videos/852069532038456






Photo Credits: Az. Agricola Possa


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